28 de desembre de 2013

Facciamo due chiacchiere. Il Gattopardo de Giuseppe Tomasi di Lampedusa

El proper dimarts 7 de gener a les 19 h continuem amb la tertúlia en italià Facciamo due chiacchiere, adreçada a tots aquelles persones interessades en conèixer la literatura italiana i als que vulguin millorar el seu nivell d’italià a través de la conversa . Ens trobarem a la Biblioteca Pompeu Fabra per parlar sobre aquest llibre i el seu autor.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa
(1896-1957).

Nasce a Palermo in una ricca famiglia di nobili origini. Il padre infatti era Duca di Palma, Principe di Lampedusa, Barone di Montechiaro e Grande di Spagna, tutti titoli che alla sua morte passarono al figlio Giuseppe. Quest’ultimo trascorre la sua infanzia nella Sicilia natia, in compagnia quasi ossessiva della madre che non lo lascia praticamente mai solo. Prosegue i suoi studi a Roma ritornando nella sua isola per lunghi soggiorni estivi, fino a che non parte come militare del Regio esercito per combattere la Grande Guerra. Fatto prigioniero in Ungheria, riesce a fuggire e a tornare in Italia. Durante uno dei suoi viaggi in compagnia della madre, conosce in Lettonia Lucy, la sua futura moglie. Il rapporto matrimoniale vivrà molti alti e bassi a causa della figura ingombrante e onnipresente della madre dello scrittore. Taciturno e solitario, Tomasi di Lampedusa ha trascorso la maggior parte della sua vita leggendo. Ricordando la propria infanzia, ha scritto di sé: “ero un ragazzo cui piaceva la solitudine, cui piaceva più di stare con le cose che con le persone”. Uomo dalla personalità complessa, Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato autore di un unico ma celeberrimo romanzo: Il Gattopardo (1957). Muore a Roma, lontano dalla Sicilia così come il protagonista del suo capolavoro.

Il Gattopardo

Pubblicato postumo nel 1957, il libro racconta la storia di una famiglia aristocratica siciliana nel fatidiche giornate della fine del Regno delle Due Sicilie e della sua annessione al Regno d’Italia (1860-1861). Sullo sfondo di una Sicilia immobile e feudale, tra eventi rivoluzionari che “tutto devono cambiare affinché nulla cambi”, la figura carismatica del Principe di Salina capta l’ammirazione del lettore e incarna la fine di un mondo antico. Nel 1963 Luchino Visconti ne fece una indimenticabile versione cinematografica con Burt Lancaster, Alain Delon e la bellissima Claudia Cardinale.

Activitat a càrrec de Nicola Giuliano.

Si voleu saber en què consisteix aquesta tertúlia, no us perdeu la següent notícia.

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